I MITILI TRA STORIA E LEGGENDA
La leggenda narra che fu un irlandese, Patrik Walton che, attorno al 1200, a
causa di un naufragio sulle coste di Auguillon, in Francia, per un caso fortuito, scoprì
la capacità dei mitili di aderire ad una superficie e che, grazie a tale situazione, la polpa migliorava nel gusto (rispetto a quelli colti da terra) così come miglioravano, in termini
di grandezza, le dimensioni della conchiglia e la parte edibile. Da questo evento iniziò
la nascita dei primi vivai di mitili i quali divamparono presto in tutta la costiera
francese, originando quella che oggi è diventata una fiorente attività (la Francia, ancora
oggi, a livello Europeo, è il secondo produttore di mitili dopo la Spagna).
È un viaggiatore irlandese, Patrick Walton, che nel 1235 inventò l’allevamento sui Bouchot. Vittima di un naufragio nella baia di Aiguillon, in Nuova Aquitania, si stabilisce e si dedica alla cattura di uccelli acquatici usando reti tese tra pali piantati in mare.
Si accorge subito che i pali iniziano a coprirsi di cozze, moltiplica quindi il numero di pali creando una vera e propria “foresta” in mare, battezzando sua invenzione con le parole “bout” e “choat”: staccionata di legno.
Anche nei contesti medievali i mitili sono rarissimi, probabilmente questi molluschi venivano raccolti raramente e la mitilicoltura non era ancora sviluppata. L’origine della mitilicoltura si deve infatti a un marinaio irlandese, Patrick Walton, che naufragato, nel 1235, sulla costa francese di
Aguillon (vicino a La Rochelle) si diede, per sopravvivere alla caccia degli uccelli marini con reti sistemate tra pali infissi sui fondi melmosi della costa. Walton presto si accorse che numerosi mitili avevano attecchito alla parte sommersa di questi pali, ciò gli diede l’idea di iniziare un vero e proprio allevamento di mitili che presto si diffuse, come attività economica, lungo le coste della Francia (Bardot-Cambot, Forest 2013).














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